top of page
vecchi Documenti

L’arte del Kintsugi – La Leggenda

Il Kintsugi è un’antichissima tecnica giapponese di restauro della ceramica. 

Secondo la leggenda, ebbe origine nel XV secolo d.C., quando Ashikaga Yoshimasa , ottavo shogun  della famiglia Ashikaga, dopo aver rotto la propria tazza di tè preferita, la inviò in Cina per farla aggiustare. Le riparazioni purtroppo avvenivano con legature metalliche poco estetiche e per niente funzionali. L’oggetto sembrava ormai perduto, ma il suo proprietario provò ad affidarlo ad un artigiano giapponese che, sorpreso dalla tenacia dello shogun nel riavere la sua amata tazza, decise di provare a trasformarla in un gioiello, intentando una nuova tecnica: riassemblò i cocci utilizzando una lacca rossa come collante, ovvero la lacca urushi. Una volta ricomposta la tazza, cosparse le giunture con della polvere d’oro ottenendo un risultato incredibile e sorprendendo lo stesso shogun.

 

imma kint 5.jpg

Perchè mi sono ispirata al KINTSUGI?

Il Kintsugi è una tecnica giapponese che consiste nel riparare la ceramica rotta evidenziando le fratture invece di nasconderle.

Non elimina la crepa.

Non riporta l’oggetto a com’era prima.

Parte da ciò che c’è.

I pezzi restano quelli.

La storia resta quella.

Ma la frattura diventa il punto da cui può prendere forma qualcosa di nuovo.

Quando ho incontrato il Kintsugi, mi ha colpito proprio questo:

 

la rottura non è solo "una fine".

È il momento in cui la forma precedente non regge più.

 

Un passaggio.

Non si tratta di buttare via l’oggetto e crearne uno nuovo da zero.

 

Si lavora con ciò che esiste.

Con i pezzi che ci sono.

Nel mio percorso personale, l’espressione creativa è stata un modo per dare spazio a parti di me che non trovavano posto.

Attraverso il fare, il creare, il modellare, ho trovato un canale per lasciarle emergere.

Oggi, nel lavoro che faccio, vedo spesso qualcosa di simile.

Non sempre c’è una rottura evidente.

A volte è una distanza sottile:

tra la vita che si vive
e ciò che si sente.

Come nel Kintsugi, quel momento non chiede di cancellare il passato.

Chiede di partire da lì.

Dalla forma che esiste già.

Non per ricominciare da zero,

ma per riorganizzare ciò che c’è
in un modo che sia più proprio.

È da questa visione che nasce il percorso "Crepe di Luce".

bottom of page